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Potenziamento e metodo di studio

Il Potenziamento cognitivo

Tenendo conto del funzionamento cognitivo associato ai Disturbo dell’Apprendimento o delle fatiche generali che possono emergere nello studio e nella gestione dei compiti, la finalità di questi incontri è l’esplorazione di vere e proprie strategie di memorizzazione, categorizzazione e analisi dei contenuti che vadano a potenziare la memoria strategica, l’attenzione, i processi di codifica, quelli di comprensione e pianificazione (componenti che favoriscono la crescita delle potenzialità di apprendimento). Se necessario, si effettua anche il potenziamento di singole aree coinvolte nei processi cognitivi che entrano in gioco nell’apprendimento (competenze logico-matematiche, metafonologiche …).

L’esplorazione di queste strategie permettere ai ragazzi di sperimentare nuove modalità di approccio allo studio e alla gestione dei compiti, con conseguenti ricadute su altri piani: quello dell’autonomia, quello emotivo-motivazionale e quello dell’autostima ed autoefficacia. Ulteriore obiettivo, infatti, è il monitoraggio la sfera emotiva che accompagna costantemente i processi di apprendimento e la vita scolastica.

I Percorsi psico-educativi sul metodo di studio

Un buon metodo di studio è un fondamentale strumento compensativo da affiancare a tutti gli altri, tecnologici e didattici, citati e illustrati da circolari ministeriali”

Studiare significa acquisire e memorizzare conoscenze e abilità, sistemarle nella propria mente per poterle rievocare e riutilizzare. Il classico metodo di studio quale leggere e ripetere è uno dei modi per apprendere, ma non è l’unico e spesso non è il più efficace. Per questo motivo è indispensabile far riflettere gli studenti sul significato dello studio, su quali sono le funzioni cognitive coinvolte nell’attività didattiche domestiche e su quali sono le strategie migliori per ottenere dei buoni risultati.

Conseguenti alla fase di potenziamento cognitivo, quindi, questi percorsi si pongono diversi obiettivi:

  1. L’applicazione e il monitoraggio delle strategie esplorate nella fase precedente: si cerca di mettere in pratica le strategie e le tecniche precedentemente “allenate” partendo dalla concretezza dei compiti scolastici e delle materie di studio, con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi ad una gestione sempre più autonoma e soprattutto per permettere loro di sperimentare gratificazioni e senso di autoefficacia;
  2. L’individuazione del proprio stile di apprendimento e di un metodo di studio personalizzato ed efficace, attraverso:
    • Organizzazione e gestione di compiti e materiali scolastici;
    • Conoscere e sperimentare differenti strategie di studio per poi riflettere sul bisogno di applicarle in modo flessibile alle differenti materie scolastiche;
    • Analizzare e successivamente schematizzare con delle mappe concettuali;
    • Elaborare, fare inferenze e mettere in relazione le informazioni da studiare;
    • Saper utilizzare strumenti didattici specifici e non (libri didattici, riviste, quotidiani, computer);
    • Riflessioni circa l’importanza critica di un lavoro sequenziale e verificato in ogni momento: autocontrollo e autovalutazione.

Rimane costante il monitoraggio della sfera emotiva.

Struttura dei percorsi

Il percorso proposto dal Centro Studi si articola in diverse fasi:

  1. Fase conoscitiva: incontro/i con la famiglia;
  2. Fase del potenziamento cognitivo (da 8 a 10 incontri individuali settimanali, della durata di un’ora);
  3. Fase del percorso psico-educativo (durata e frequenza personalizzate a seconda dei bisogni emersi);

A questo punto, le proposte possono declinarsi in varie modalità a seconda delle situazioni e del bisogno:

  1. Proseguimento degli incontri psico-educativi;
  2. Ripetizioni con insegnanti esperti e formati;
  3. Accostamento di percorsi psico-educativi e ripetizioni;
  4. Invii ad altre aree specialistiche (se necessario).

Fondamentale, per tutta la durata dei percorsi, è il confronto e il monitoraggio con la famiglia e, laddove possibile, anche con la scuola. 

A chi sono rivolti?

  • A bambini e ragazzi con diagnosi DSA
  • A bambini e ragazzi che, in generale, sperimentano fatiche e insuccessi in ambito scolastico.

 

Referente:

Dott.ssa Francesca Murabito

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